Viaggio nei luoghi della Felicità
Napoli, ITALY La mia felicità ha le coordinate geografiche. Sono felice non perché sono, non perché faccio e nemmeno perché sento: sono felice quando mi trovo là, nel mio posto preferito. E' nato così il progetto "Viaggio nei Luoghi della Felicità", un percorso fotografico alla ricerca dei luoghi felici di ognuno di noi. L'idea del viaggio è trasposta nell'immagine mediante un elemento simbolico ricorrente, la fotocamera. My happiness has geographical coordinates. I am happy not because I am, not because I do or because I feel: I am happy when I am in my favorite place. This leads to the project "Journey to the Places of Happiness", a photographic trip in search of the happy places of all of us. The idea of ​​travel is transposed into the image through a recurring symbolic icon, the camera. Grazie/Thanks: gianluca denise paola valeria patrizia valentina giovanna max pamela costantina raffaella gaia sara maddalena sergio francesco dean diana francesco sabrina marino raffaella marino jr giuggiola francesca arturo marco benedetta carlotta ines giovanni orfeo emanuele francesco roberto marino laura mena angelo emanuela marco anna vito alma ...
Il progetto ha ricevuto una menzione d'onore al Mifa, Moscow International Foto Awards 2015 ed è stato pubblicato sulla rivista Photosophia n.16. The project received an honorable mention at MIFA, Moscow International Foto Awards 2015 and was published in the journal Photosophia n.16 / 2016.
6 (s)oggetti in cerca d'autore
La macchina da scrivere di mio padre era una Hermes Baby e stava sempre poggiata sulla scrivania fra i libri della sua biblioteca. Da bambina la toccavo, mi piaceva il contatto fresco dei tasti e il rumore del nastro che batteva su e giù durante la scrittura. Mi piaceva l’odore di inchiostro e ferro, insieme all’odore della carta carbone riposta nel cassetto. Molti anni dopo ho scoperto che uno dei miei scrittori preferiti usava proprio quella macchina. Queste foto le dedico quindi alla bellissima Olivetti illuminata dal lucernario e ad Hemingway che, in un luogo magico, in un attimo sospeso della mia fantasia, è entrato dalla porta della bottega e ha notato, fra mille oggetti, proprio lei.
La storia fotografica è stata realizzata, insieme ad altre cinque, per l'omonimo contest foto-letterario ed esposta nelle due mostre collettive presso Villa Bruno (settembre 2016, San Giorgio a Cremano) ed EvaLuna LibreriArtGallery (gennaio 2017, Napoli).
Napoli 20 Stanze
Napoli, ITALY Napoli e le sue 1000 stanze esposte al sole, alla pioggia, al vento. 1000 stanze e di più, che, aperte a tutti i passanti, ridanno i colori, gli umori e le sensazioni di un viaggio nel centro del Mediterraneo. Francesca Sciarra fissa venti di questi momenti con la sensibilità del viaggiatore esperto, dovuta anche alla sua esperienza professionale di reporter per riviste di viaggio. Non è semplice per un fotografo cercare e riuscire a cogliere questi aspetti nella propria città. I propri occhi sono saturi di queste immagini quotidiane e la mente innesta un filtro con il quale l’assuefazione narcotizza e, a un certo punto, è come se non si vedessero più, tanto fanno parte di noi e del nostro immaginario. Francesca si è ripulita da questa sorta di limite e si è rituffata in città, nella sua città, riscoprendo e facendo riscoprire la nostra città. Queste immagini rappresentano l’inizio del suo progetto di ‘rimappatura’ visiva e sensibile di una delle città piu’ fotografate e più scenografiche al mondo. Questo lavoro ci accompagnerà in un viaggio attraverso la nostra mente, nei ricordi di una città che conosciamo, percorriamo ogni giorno, viviamo, ma che, forse, non vediamo più in questo modo. Si potranno riconoscere angoli di Tunisi o Ramallah, di altri paesi mediterranei, rendendosi conto che siamo Mediterraneo, fratelli sullo stesso mare e della stessa luce. [Mario Laporta]
Il progetto è stato in mostra al Klab Kestè Laboratories di Napoli nel 2010
Una lama di luce
L'Aquila, ITALY 6 aprile 2009, alle 3:32 una violenta scossa di terremoto colpisce l'Abruzzo. Sono circa diecimila gli edifici danneggiati, 309 i morti. A L'Aquila è la distruzione di un centro storico di eccezionale bellezza, ma non solo: è l'annullamento della vita sociale, della quotidianità di un popolo. 6 Aprile 2014, sono trascorsi 5 anni. C'è una frase che fotografa l'attuale stato d'animo degli aquilani: “la cosa che spaventa più del terremoto è il dopo terremoto”. L'Aquila non la conoscevo, l'ho vista per la prima volta nel 2014, mi hanno detto che era bellissima, io l'ho trovata ancora bellissima. Inizialmente ho visto i cantieri, sono circa 300 nel centro storico, più altri 100 per i beni architettonici e artistici. Praticamente ovunque. Ho visto operai, movimento di gente, negozi aperti, passeggio, vita. Poi mi sono allontanata dal corso Vittorio Emanuele e ho camminato nelle vie deserte della ricostruzione e ho percepito una strana situazione, un punto di equilibrio tra morte e vita. L'Aquila come luogo virtuale, terra di nessuno eppure di tutti. Di nessuno perché vuota, di tutti perché accessibile, cancelli aperti, porte socchiuse, scale che invitano a salire, stanze inanimate dove il crollo ha congelato in un quieto ordine-disordine che si lascia esplorare in silenzio. E ovunque una finestra che lascia entrare la luce del sole, come un segnale di vita ininterrotto. Il passaggio del tempo è un pensiero complesso che fatico a sovrapporre a ciò che appare ora ai miei occhi. Una lama di luce è il mio viaggio nella rinascita aquilana, in un luogo sospeso nel silenzio e nella solitudine da day after, ma aperto alla luce, in attesa della nuova stagione.
Via Palazziello
Napoli, ITALY I prefabbricati di via Vicinale Palazziello, quartiere Soccavo, sono stati costruiti a partire dal 1985 per alloggiare temporaneamente i terremotati del 1980. Posti ai piedi della collina dei Camaldoli, ad ovest di Napoli, questi grossi edifici comprendono 410 alloggi che dovevano servire per ospitare le famiglie sfollate per circa dieci anni, ed essere quindi sostituiti da edilizia residenziale. Da molti anni fatiscenti e parzialmente inagibili, sono tutt’oggi abitati. Gli abitanti di via Palazziello si danno da fare per migliorare la vivibilità del complesso edilizio che versa in condizioni disastrose: coltivano piccoli orti, ripuliscono i terreni incolti tra le palazzine, difendono gli spazi comuni dai gesti di vandalismo. Ma quando tira vento le vecchie imposte scricchiolano e ai piani alti si prova la sensazione che il palazzo ondeggi paurosamente. Nel 2007 il Comune di Napoli ha inaugurato i primi 46 nuovi alloggi per la cui realizzazione ci sono voluti ben 4 anni di lavori.
Il progetto ha ricevuto la menzione d'onore in due concorsi fotografici: *Demoliamoli* organizzato nel 2008 dall’Associazione Ingegneri ed Architetti della Campania in collaborazione con l’Archivio Fotografico Parisio, in mostra presso l'Archivio Parisio, Napoli, e *Sottovuoti*, realizzata da Architettura senza Frontiere Italia con il patrocinio dell'Ordine degli Architetti di Roma, in mostra all'Acquario Romano nel 2010, Roma.
Corviale
Roma, ITALY Nuovo Corviale, o "Serpentone", è una mega struttura architettonica voluta dall'Iacp negli anni '70 nella periferia sud-ovest di Roma, a destra della via Portuense. L'edificio, costruito da un team di 23 progettisti diretti da Mario Fiorentino, è realizzato in acciaio, cemento armato e vetro, ed è formato da 3 elementi abitativi, fra cui spicca il corpo centrale lungo 980 mt e alto 9 piani. Un vero e proprio quartiere alveare abitato da 1200 nuclei familiari, per un totale di circa 6000 persone. La mission che ispirò il progetto iniziale era innovativa: si voleva creare una struttura indipendente comprensiva di servizi sociali destinati alla sua collettività, un microcosmo di vita e di integrazione sociale. Ma una gestione sbagliata e la mancata realizzazione di servizi, hanno isolato il Serpentone e favorito il degrado. Dopo decenni di sofferenza Corviale è tornato a far parlare di sé grazie ad un progetto di riqualificazione urbana.
Il progetto ha ricevuto una menzione d'onore al Mifa, Moscow International Foto Awards 2016
ZEN
Palermo, ITALY 1969, periferia di Palermo. L’ingegno dell’architetto Vittorio Gregotti mette al mondo un ambizioso progetto figlio delle tendenze comunitarie che avevano animato gli anni ’60. Lo ZEN, che si snoda in due complessi, lo ZEN 1 e lo ZEN 2, nacque destinato ad abitazioni popolari, servizi e botteghe, scuola, chiesa, supermercato; fu concepito come un vero e proprio quartiere per donare alla Zona Nord della città nuova vita associata. Nel corso degli anni però si presentarono ritardi burocratici e la disattenzione politica lasciò il via libera all’occupazione abusiva della struttura, dove oggi solo il 20% degli inquilini è in regola. Il complesso fu abbandonato a sé stesso e non venne completato, tant’è che in parte del quartiere ancora nel 2009 mancavano le fognature. Le modifiche effettuate sul progetto negli anni 1975-80 lasciarono lo ZEN sprovvisto di servizi. Oggi gli abitanti della Zona Espansione Nord di Palermo sono guardati con diffidenza dai concittadini, figli di una realtà di degrado e microcriminalità, isolati, perché solo una linea di bus lega il quartiere al centro come un sottile filo di cotone. Oggi sulle strade dello ZEN, come in un’arena di gladiatori, lottano il bisogno, il pregiudizio, l’illegalità e il perenne desiderio di liberarsene. [testo di Ines Princigalli]
HR-50h
Istria, CROATIA A 3 day trip to Istria, 50 hours to get closer to an ancient land closed between the mountains and the sea. Apparently unfriendly. By repeating Saramago's famous remark: The journey is never over. Only travellers come to an end. But even then they can prolong their voyage in their memories, in recollections, in stories. When the traveller sat in the sand and declared: “there’s nothing more to see” he knew it wasn’t true. [Viagem a Portugal, José Saramago]
Growing Tobacco
San Martino Valle Caudina, ITALY It all starts in february, in polystyrene tubs: a small seed in a little quantity of soil, water, fertilizer and medicine to make it sprout. In April, when the seedlings begin to grow, three successive mowings are carried out to prepare them to be planted in the ground. But it is only in the summer, at the end of June, that stats the tobacco harvesting, a manual operation without use of machinery. The harvest lasts until September, weather permitting, and in the meantime it proceeds with the drying of the leaves, tied with string, and hung in the greenhouses. The cycle ends with the "sfilamento" of the leaves and package in cartons. At the end of December a quality test of the tobacco is performed, before processing. [info by Pamela Frungillo Alborino]
I riti di Sessa Aurunca
Sessa Aurunca, ITALY On Good Friday, at sunset, the marching band sings the notes of the funeral march and the procession leaves the church of San Giovanni. The parade of black hoods slowly walks through the streets of the town carrying the statues of mysteries, the cross, dead Christ and the three Marie. At the bottom of the procession, a lot of women carry heavy candles and pray to Christ to receive the grace. Everywhere shine the lights of bonfires. On Holy Saturday two processions walk unified in a single big parade: the greens and the reds carry two groups of statues, the Deposizione del Cristo and the Vergine Addolorata.
I riti di Procida
Procida, ITALY The procession of the Twelve Apostles begins on the evening of Easter Holy Thursday and is organized by the oldest brotherhood of the island, the "Whites", founded by the cardinal d'Avalos d'Aragona. In the morning of the Holy Friday in Procida an ancient rite begins: it's the Procession of the Mysteries. The islanders, young and old men, walk together to carry the statue of Jesus Christ and Our Lady of Sorrows, and a long parade of floats representing scenes from The Bible runs from Terra Murata to the Marina Grande harbor.
I riti di Taranto
Taranto, ITALY The rites of the holy week in Taranto date back to the time of Aragonesi. The confraternities and the pilgrims took part in the sepulchres of the old city. Each group of believers headed a "troccolante", the brother with the troccola, a wooden instrument that produces the classic "trac-trac". Today the rites begin on the afternoon of Holy Thursday with the pilgrimage of the Confreres of Carmine along the altars of the reposition set up in each church of the city. Couples or "perdune" start from Carmine walking barefoot with the characteristic wide-brimmed black hat and white hood, running through the streets of Taranto with a slight rocking called "a nazzecate". When the posts cross each other they greet with "u salamelicche", a kind of reverence in which one takes off his hat and clasps rosaries and medalers in the chest. The pilgrimage, after many hours, ends at midnight, and in the church of San Domenico starts the Madonna's Procession. Carried on the shoulder by a small group of confreres, the Madonna walks all night through a crowd of worshipers and returns to San Domenico at 5.00pm on Good Friday. At this point begins the Procession of the Mysteries with the hooded confreres and the statues of the passion of Jesus.
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